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Case Study: come ho portato un sito web di servizi di viaggio da 0 a 25000 visite in soli 11 mesi

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Costruire un nuovo sito web da zero, è sempre una di quelle situazioni che ci emoziona molto, qualsiasi sia la categoria lavorativa su cui si lavora, dal settore turistico fino agli aspirapolveri!

Come sai, la nostra agenzia si occupa non solo di consulenza SEO, ma anche di realizzazione di siti web a Bari, e oggi vogliamo condividere con te gli step che abbiamo intrapreso per aumentare il traffico organico mensile di un sito che offre servizi di viaggio da 0 a quasi 25000 visite mensili in soli 11 mesi di lavoro.

In questo caso di studio potrai imparare come:

  • Creare una strategia di contenuti fondata sui concetti di “autorità e attualità” degli stessi (Step #1).
  • Gestire in modo ottimale i link interni e sviluppando contestualmente i testi di ancoraggio (Step #2).
  • Migliorare l’architettura del sito web oltre ad implementare i dati strutturati (Step #3).

Cosa troverai in questo articolo:

La sfida che abbiamo affrontato

Come dicevamo nell’introduzione, il cliente opera nel settore turistico ed è specializzato nell’offrire diversi servizi in loco ai suoi clienti come escursioni guidate, il noleggio bici ecc.

La sua specifica richiesta alla nostra agenzia SEO è stata quella di voler diventare un punto di riferimento autorevole all’interno della propria nicchia di riferimento. That’s all.

Step #1: i contenuti sempre prima di tutto

Prima di passare agli aspetti tecnici e organizzativi del progetto, abbiamo deciso di focalizzare la maggior parte del nostro tempo nell’analisi dei contenuti. In fin dei conti, se hai già un sito web oppure un sito di Ecommerce e non sei mai riuscito a posizionarlo in un settore di nicchia anche poco competitivo, è molto probabile che il tuo articolo, prodotto o recensione non rappresenti un contenuto “autoritario” agli occhi dei motori di ricerca, e questo succede tutte quelle volte in cui non si capisce bene quale sia il “Search Intent” della pagina web, ovvero l’intento di ricerca dell’utente per quel determinato argomento.

Alla base di tutto ciò, fondamentalmente devi capire che oggi Google “premia” tutti quei siti web che hanno diverse pagine che trattano un argomento specifico e non il singolo articoletto da 800 parole magari pagato 5 Euro al più improvvisato dei copywriter!

Questo significa che se stai cercando di posizionarti per un argomento specifico del tipo “Noleggio biciclette a Bari”, Google vuole vedere argomenti di supporto aggiuntivi a questo tuo primo articolo.

esempio cluster pillar article

Guarda la foto in alto: l’autorità dei contenuti è uno degli argomenti più delicati nel mondo della SEO, e lavorare verso questa direzione fa sì che il tuo sito web possa posizionarsi non solo per una parola chiave secca, ma per centinaia di parole chiave correlate (es: piste ciclabili Bari, migliori accessori bici Bari, cosa vedere in bici a Bari ecc.).

Dopo tutta questa bella teoria, torniamo alla consulenza SEO che ci ha commissionato il cliente.

Dopo una prima fase di brainstorming con il cliente riguardo gli argomenti principali da trattare, siamo passati ad un’approfondito studio del “Search Intent” per ogni argomento importante ricavando poi centinaia di “parole chiave a coda lunga” utili a fornire il miglior contenuto possibile volta per volta.

Così facendo, siamo riusciti a posizionare decine di “argomenti di supporto” nella prima pagina dei motori di ricerca dando contestualmente una spinta importante ai servizi principali.

Come si costruiscono contenuti di autorità per il tuo sito web

Se ci pensi, costruire un contenuto di autorità per il tuo sito web non è poi così difficile da sviluppare: basta rispondere in modo esauriente a quante più domande possibili sull’argomento, prodotto o quello che vuoi.

Quindi, invece di concentrarti sulle pagine di destinazione principali (es: noleggio biciclette a Bari), puoi dare una “spinta” a queste pagine attraverso i contenuti supplementari che andrai a creare su ogni aspetto del tuo argomento principale.

sviluppo anchor

Questo secondo step è davvero importante se non hai voglia di vanificare tutto il lavoro di base che hai fatto fino ad ora. Devi sapere che i motori di ricerca seguono i link per scoprire e capire nuovi contenuti per poi posizionarli nelle Serp.

Se li usi strategicamente, gli “internal link” possono trasferire l’autorità della pagina a tutte quelle altre pagine che riteniamo più importanti. In parole povere, non puoi e non devi farne a meno.

Ok, ma come si collegano le pagine caro Mister SEO?

Te lo diciamo subito: se usi la logica, la cosa è abbastanza semplice.

In primis, non devi mai usare lo stesso “anchor text” (testo di ancoraggio) per due pagine differenti all’interno del sito web. Ogni pagina deve essere ancorata in modo univoco e naturale alle altre. Amen.

Giusto per farti un esempio: chiameresti due figli con lo stesso nome? Immagino di no! Bene, con le pagine è la stessa cosa.

Perché scriviamo questo? Semplice! Te lo scriviamo per farti capire che è di fondamentale importanza definire il ruolo di ogni pagina.

Guardando la seconda foto, quella con anchor text “noleggiare una bici”, è chiaro che noi stiamo dicendo a Google in maniera abbastanza diretta che quella pagina si occupa di noleggio bici e solo di quello.

Così facendo, aiutiamo il famoso motore di ricerca a comprendere meglio tutta la struttura di un sito web fatto bene.

Ovvio che se tu i collegamenti interni li sviluppi in questo modo:

  • clicca qui
  • leggi qui
  • questo sito web
  • continua a leggere

aiuti molto poco il motore di ricerca a capire di cosa tratta il tuo sito web.

Chiudiamo dicendo che gli anchor text devono essere molto semplici e “parlanti” un po’ come le Url.

Ci promettiamo di scrivere un articolo di approfondimento su cosa sono gli anchor text, a cosa servono e perché possono fare la differenza nel web.

Ritorniamo sempre al nostro cliente. Ogni pagina che abbiamo scritto per il portale, è stata linkata internamente con le altre in maniera semplice, intuitiva e soprattutto univoca attraverso una serie di testi di ancoraggio studiati ad hoc.

Il risultato è stato quello che ogni pagina è perfettamente interconnessa con le altre in maniera naturale e, tutte insieme, non solo costituiscono una risorsa di valore per gli utenti, ma danno anche un considerevole boost alle pagine dei servizi principali.

Dopo appena 6 mesi dal lancio del progetto, vedere “ogni” pagina servizi felicemente posizionata nella prima pagina delle serp dei motori di ricerca ci ha resi davvero felici e orgogliosi del nostro lavoro.

E su questo lavoro, non abbiamo nemmeno iniziato una campagna di link building per dare una ulteriore spinta al sito web.

Ad una copywriter è scappata anche la lacrimuccia! 🙂

Per quanto riguarda la quantità degli anchor text in una pagina, ci sono tante teorie e scuole di pensiero che ti dicono “non più di 100, mettine pochi per non sperperare il link juice ecc. ecc.”

Volete sapere cosa ne pensiamo a riguardo? Assolutamente niente!

Noi siamo di quella scuola di pensiero che, quando un link serve, lo inseriamo e fine della storia.

Un po’ come fa Wikipedia, un portale che attraverso i suoi “volontari”, non si fa troppi problemi ad inserire un link specifico per approfondire l’argomento che stai leggendo. Se questa azione è considerata utile perché porta un reale e tangibile beneficio all’utente, si fa e basta.

Step #3: architettura del sito web e implementazione dati strutturati

architettura sito web

Ma cosa c’è di bello nel vedere una struttura ordinata di un sito web? Secondo me nulla!

La struttura di un sito web gioca un ruolo davvero importante nel modo in cui tanto gli utenti quanto i motori di ricerca navigano al suo interno. Un sito con una struttura chiara e fatta bene aiuta gli utenti a trovare quello che cercano in maniera rapida, consentendo contestualmente ai bot di scoprire i contenuti più importanti.

Una delle cose da tenere a mente quando si costruisce l’architettura di una sito web, è quella della profondità di scansione.

La profondità di scansione si riferisce fondamentalmente al numero di clic che un utente effettua prima di atterrare su una pagina che sta cercando.

Durante lo sviluppo della struttura del sito web, è buona norma garantire ai visitatori che le tue pagine principali si trovino entro un massimo di 3 clic dalla homepage.

  • Livello 1 – Homepage
  • Livello 2 – Servizi principali collegati direttamente dalla homepage (es: noleggio bici a Bari)
  • Livello 3 – Pagine di supporto ai servizi principali direttamente collegati ad essi (es: cosa vedere a Bari in bici durante il weekend ecc. ecc.)

Le pagine che si trovano a un livello più basso di questi tre, essendo più lontane dalla homepage, è probabile che siano scansionate e indicizzate da Google in maniera molto più “blanda” perché percepite come non sufficientemente “importanti”.

Per il sito del nostro cliente, abbiamo realizzato una struttura di tipo Silo, ovvero una struttura come quella in foto che ti permette di gerarchizzare verticalmente l’alberatura di un sito web; in questo modo un contenuto principale aiuta gli altri contenuti a posizionarsi meglio attraverso un sapiente uso dei link interni (e viceversa).

Inoltre, la distribuzione dei link interni secondo lo “schema a Silo” permette ai contenuti correlati di ricevere maggiore rilevanza e autorevolezza.

Dati strutturati

recipe rich snippets

Un’altra soluzione tecnica da applicare al tuo sito web, è l’implementazione dei dati strutturati (conosciuti anche come markup dello schema).

Il modo migliore per comprendere i dati strutturati è pensarli come contenuti che stai sviluppando per i motori di ricerca.

È essenzialmente un pezzo di codice (scritto in JSON, Java ecc.) che fornisce informazioni aggiuntive sui contenuti della tua pagina web a bot dei motori di ricerca.

Ad esempio, se disponi di una pagina di una ricetta, puoi utilizzare i dati strutturati della ricetta in modo da offrire un contenuto molto più comprensibile a Google.

Stesso discorso se hai una pagina di prodotto: puoi utilizzare i dati strutturati del prodotto per aiutare le tue pagine web ad apparire con valutazioni a stelle nella pagina dei risultati di ricerca come questa.

Se sei alle prime armi, questo può sembrarti un argomento un po’ ostico da comprendere. Se hai già dimestichezza con un sito WordPress, plugin come Rankmath Pro e Yoast potranno sicuramente facilitarti il lavoro.

Per il sito del nostro cliente, abbiamo implementato i dati strutturati di ogni pagina del sito web con una serie di informazioni aggiuntive in modo tale che Google possa capire in modo ancora migliore quale sia l’intento di ricerca di ogni singola pagina.

Se ti stai chiedendo quanto possano incidere i dati strutturati nell’ottimizzazione SEO di un sito web, la risposta che possiamo darti è che… non c’è una risposta definitiva a questo. Di sicuro, i dati strutturati incidono, ma di quanto al momento credo che nessun consulente SEO possa dirtelo.

Conclusione

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Dopo quasi un anno, abbiamo raccolto con soddisfazione tutti i frutti del nostro lavoro. Non è stata sicuramente una passeggiata di salute, ma quando hai la fortuna di far partire un progetto da zero, puoi dedicarti totalmente alle sue fondamenta digitali (e ti consigliamo di farlo con tutto te stesso), ovverosia a tutti quegli aspetti che fanno parte della crescita futura di un sito web.

“E ora che siamo in prima pagina di Google che si fa?”

Bene, quando riceviamo questa domanda dopo praticamente un anno di lavoro sul progetto, la risposta che diamo è sempre quella: prenditi un mese di distacco dal sito web e poi inizia a revisionare o produrre nuovi contenuti.

“Ma come, ne abbiamo scritti quasi un centinaio!”

Esatto. Devi sapere che Google è un motore di ricerca molto “ingordo” e avido di contenuti sempre freschi da mostrare agli utenti. Dopo aver visto come si muovo le pagine servizi nelle Serp, consigliamo sempre al cliente di fare di questa frase un mantra personale: WRITE LESS, REWRITE MORE!

Cosa vuol dire questo?

Man mano che il posizionamento delle pagine web si stabilizza nei motori di ricerca, è sempre opportuno a cadenza settimanale, mensile o annuale (questo lo deciderai tu) cercare di migliorare il contenuto con nuove informazioni, grafici, tabelle, foto e tutto quello che ritieni necessario inserire per migliorare l’esperienza utente e fornire la migliore risposta possibile.

Speriamo che questo caso studio possa averti illuminato sulle strategie SEO e sul metodo di lavoro da adottare per il tuo prossimo sito web.

Se hai richieste, domande, dubbi o vuoi semplicemente prenderti un caffè con noi, contattaci e saremo davvero lieti di conoscerti.

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Pietro Rogondino
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