Nessuno nega che la SEO sia un settore complesso. Hai migliaia di regole da rispettare e devi sempre rimanere al passo con gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google, che sono così frequenti che spesso richiedono una riprogettazione completa della tua attuale strategia di web marketing.

È normale che gli utenti che si sono affacciati da poco nel mondo del web marketing facciano degli sbagli, data la loro evidente mancanza di esperienza – ma fa più specie che anche i consulenti facciano errori SEO davvero grossolani!

È un dato di fatto, molti consulenti rovinano le cose ogni tanto, anche se non intenzionalmente.

Succede a tutti noi, giusto? In fin dei conti, le peggiori cose nascono sempre dalle migliori intenzioni!

Ecco allora un elenco completo degli errori SEO che molti marketers o consulenti per il posizionamento sui motori di ricerca fanno ancora oggi e che non dovresti fare!

#1 Posizionare tutti i collegamenti nella homepage

Ormai lo sai: più link rimandano al tuo sito web, più autorità otterrai e maggiore sarà la tua posizione nei motori di ricerca.

Ma il tuo sito web non è limitato alla tua homepage, anche se è qui che inizia il tuo funnel di vendita.

Ed è ancora peggio quando il tuo cliente ti chiede specificamente di puntare tutti i link alla homepage.

Fare questo però non è solo uno degli errori seo madornali più comuni, ma anche una cattiva strategia.

Perché? Innanzitutto, pensa all’enorme numero di altri siti web, molti dei quali con una presenza online più forte, che stanno facendo esattamente la stessa cosa. Posizionare tutti i collegamenti alla home page ti farà probabilmente classificare a pagina 10 … se sei fortunato!

È importante più che altro rimandare a pagine interne, in modo da poter distribuire equità di collegamento su di esse e non concentrare tutto il “succo” su una sola pagina.

Quando gli utenti accedono alla tua homepage, dovranno infatti passare il tempo a navigare nel tuo sito per ottenere le informazioni che stanno cercando.

Se colleghi i tuoi contenuti a una pagina interna, gli utenti saranno già lì, pronti ad agire. Un ulteriore vantaggio quindi della diffusione dell’equity dei link: puoi ottenere più valore per le altre tue pagine e classificarti più in alto nei risultati di ricerca.

#2 Non vedere l’effettivo valore del tuo blog

È comune per i marketers vedere i blog come una tattica SEO di basso valore.

Dopotutto, con milioni di altri siti e probabilmente altrettanti blog, qual è la possibilità che gli utenti accedano proprio al tuo? Questo porta spesso ad una inconsistente strategia di marketing dei contenuti, che alla fine avrà un impatto su classifiche, traffico e vendite.

La verità è che il blog è una delle tecniche SEO più preziose da utilizzare oggi.

In primo luogo, ti aiuta a pubblicare molti buoni contenuti che il tuo pubblico sta cercando che, se sfruttati correttamente, faranno classificare il tuo sito nella prima pagina dei motori di ricerca.

In secondo luogo, avere un blog dove pubblicare contenuti in maniera costante significa aggiornare il tuo sito web regolarmente, aggiungendo nuove pagine una volta al mese, settimana o persino una volta al giorno se disponi delle risorse aziendali adeguate!

Una volta notata la qualità dei tuoi contenuti, Google controllerà il tuo sito web più frequentemente per eseguire la scansione e l’indicizzazione di nuove pagine. Se il tuo contenuto è buono e gli utenti lo adorano, quelle pagine potrebbero finire in cima alle SERP. Bello, vero?

#3 Interrompere la strategia di link building dopo aver raggiunto la prima pagina (tra gli errori SEO peggiori)

Uno degli errori SEO peggiori che ogni marketer o consulente dovrebbero sempre ricordare, è che una campagna per il posizionamento nei motori di ricerca non finisce mai veramente; cambia semplicemente la sua gestione nel corso del tempo. Come consulente, è tuo compito aggiornare costantemente la campagna quando cambiano gli algoritmi di Google.

Una volta raggiunta la prima pagina, le cose possono diventare ancora più difficili, dato il numero di concorrenti che lavorano duramente per sorpassarti. Certo, hai fatto un ottimo lavoro, quindi tu e il tuo staff potete festeggiare, ma subito dopo tornate al lavoro.

Avrai bisogno di una nuova strategia per rimanere nella prima pagina, altrimenti rischi di essere superato dalla concorrenza.

Continua a migliorare la tua campagna di link building, ad aumentare i tuoi segnali social e a pubblicare contenuti di qualità.

Ricorda che ci saranno sempre aziende che lottano per un posto nella prima pagina, quindi devi lavorare sodo per rimanere lì.

#4 Non ottimizzare un sito per la Local SEO

Hai mai pensato di ottimizzare il sito web del tuo cliente per la Local SEO? No? Questo è un altro degli errori SEO madornali da non fare mai!

Le aziende che servono una particolare area geografica possono posizionare il loro sito web nella prima pagina ottimizzando il loro sito per la Local SEO. Se, ad esempio, hai uno studio legale a Bari, ha sicuramente senso ottimizzare il tuo sito web per parole chiave come “avvocato a Bari”, “studio legale Bari” e “avvocato [specialità] a Bari” (in base alla tua precisa specialità).

Inoltre, inviare il tuo sito web a directory di attività commerciali locali come Google My Business e Yelp e ottenere recensioni degli utenti, aumenterà sicuramente la tua visibilità nei risultati di ricerca.

In poche parole, hai maggiori possibilità di accedere alla prima pagina per le ricerche locali: che te ne pare? Anche se gli utenti non includono il nome di una città nella loro query, Google può facilmente individuare la loro posizione e quindi, in entrambi i casi, sarai in cima!

In questo modo, ridurrai drasticamente il numero di aziende con cui sei in competizione!

#5 Non usare anchor text (testi di ancoraggio) brandizzati

Google ama le anchor text diversificate, dal momento che sembrano naturali. Uno dei più grandi errori SEO invece che i marketers commettono ancora consiste nel trascurare i testi di ancoraggio brandizzati, in altre parole, i testi di ancoraggio che contengono il nome dell’azienda, l’URL del sito web o il tuo nome.

Ad esempio, se ti colleghi alla homepage della Juventus con il testo di ancoraggio “Juventus”, hai appena creato un branded anchor text (testo di ancoraggio brandizzato).

Adesso ti chiederai allora: “ma hai detto che non avrei dovuto collegarmi alla homepage, quindi come mi può aiutare Google?” Lo farà – se approfitti dell’opportunità di utilizzare un testo di ancoraggio brandizzato quando è più appropriato e quando si presenta naturalmente nel contesto.

Se quindi crei un testo di ancoraggio brandizzato per una particolare pagina interna, va benissimo.

Ad esempio, se volessimo collegarci a uno dei nostri articoli, ad esempio “Guida per l’implementazione di un sito web mobile responsive”, utilizzeremmo “Guida del gruppo di ricerca digitale sull’implementazione di un sito Web ottimizzato per dispositivi mobili” come testo di ancoraggio .

Ammetto che come anchor text è piuttosto lungo, ma almeno si presenta in modo assolutamente naturale nel contesto. Inoltre, collega a una preziosa pagina interna e aiuta a diffondere l’equità dei backlinks.

Conclusione

Che tu sia un esperto di marketing o un consulente, ti ritrovi in uno di questi errori SEO? Se sì, allora fermati subito!

Gli algoritmi di Google sono spietati e, quando violi anche accidentalmente una qualsiasi delle loro linee guida, il tuo sito web è condannato.

Anche se non lo fai, questi sbagli ti impediranno di ottenere i risultati che stai cercando – e questo distruggerà tutto il lavoro che hai svolto per la tua campagna per il posizionamento nei motori di ricerca.

Categorie: Seo

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